Nella tua libreria
Se leggi su Kindle o sull'app, lo trovi insieme a tutti gli altri tuoi libri: testo che si adatta allo schermo, segnalibri, evidenziazioni e sincronizzazione fra dispositivi.
Qualcuno ti chiede qualcosa. Dentro si accende un piccolo allarme: non voglio, non posso, non ho tempo. E dalla bocca esce: certo, ci penso io. Questo libro riguarda quei tre secondi.


Dopo il sì cominci a fare i conti su come incastrare quella cosa. Cominci a essere infastidito con chi te l'ha chiesta. E in molti casi cominci a essere infastidito anche con te stesso, che è la parte peggiore.
Quel sì non nasce da gentilezza. Nasce da velocità.
La domanda che quasi nessuno si pone è perché sia così difficile. Non è debolezza di carattere, ed è utile toglierselo dalla testa subito: chi si spiega il problema con un difetto personale non lo risolve mai.
Le ragioni sono tre, e sono tutte ragionevoli. La prima è che dire di no ha un costo sociale reale. Non è un'invenzione.
Non sono episodi isolati. Sono un meccanismo, e ha sempre la stessa forma:
Molti provano a cambiare e tornano al punto di partenza dopo due settimane. Quasi sempre perché hanno applicato la strategia sbagliata al problema sbagliato.
Ogni sì indesiderato difende qualcosa. Sono cinque cose diverse, e ognuna richiede una strategia diversa. Qui si comincia.
Tre elementi, in un ordine preciso. È l'ordine a fare quasi tutto il lavoro, e comincia dal riconoscimento.
La mossa che disinnesca i tre secondi in cui esce il sì automatico, senza sembrare evasivo.
Il caso più delicato: rifiutare a un capo o a un committente senza mettersi in una posizione difficile.
Ritorni alla carica, sensi di colpa indotti, richieste riproposte in altra forma. Cosa fare quando il no non viene accettato.
L'obiettivo non è accettare di meno. È che i tuoi sì significhino qualcosa, e questo richiede un perimetro.
La struttura che funziona ha tre elementi, e vale la pena impararli nell'ordine, perché è l'ordine a fare quasi tutto il lavoro.
Il primo è il riconoscimento. Una frase breve che dice all'altro che hai capito cosa sta chiedendo e perché gli serve. Capisco, è una consegna importante. Vedo che sei in difficoltà con quella scadenza.
Non è cortesia: è la parte che separa il rifiuto della richiesta dal rifiuto della persona.
È la frase che le persone dicono più spesso quando cominciano a porre limiti, e contiene un'idea precisa: che gli altri restino in cambio di qualcosa, e che quel qualcosa sia la disponibilità.
Per una parte dei rapporti è vero, e questo libro serve anche a scoprire quali sono. Per la maggior parte non lo è: le persone restano per ragioni molto meno transattive. Perché si trovano bene, perché si fidano, perché con te si può parlare.
La conclusione del libro sta tutta qui, ed è il motivo del titolo.

Turni extra, incarichi che non ti competono, urgenze altrui. C'è un capitolo dedicato al no verso chi ha più potere di te.
Rifiutare una richiesta di un cliente senza perdere il cliente, e mettere un perimetro ai sì che dai.
È il terreno dove i rifiuti costano di più, perché i rapporti non si chiudono e ogni no torna al tavolo la settimana dopo.
È la paura più comune e il libro la prende sul serio. Il no descritto qui non è brusco: comincia riconoscendo la richiesta dell'altro, ed è proprio quel passaggio che evita che il rifiuto arrivi come un giudizio sulla persona.
Succede a quasi tutti, e il motivo è quasi sempre lo stesso: si applicano le frasi giuste al problema sbagliato. Il capitolo 3 serve a capire cosa stai proteggendo con i tuoi sì, perché le cinque risposte possibili richiedono strategie diverse.
C'è un capitolo intero su questo. Il no a chi ha potere su di te ha regole sue: raramente riguarda il rifiuto secco, molto più spesso la negoziazione delle priorità.
No. Non parla di quanto vali, parla di cosa dire. Il presupposto è che il problema non sia un difetto di carattere ma un meccanismo che si può smontare, e le pagine sono piene di frasi concrete.
Lo trovi su Amazon, in edizione Kindle e cartacea. L'ebook arriva subito nella tua libreria e si legge su Kindle, oppure con l'app Kindle gratuita su telefono, tablet e computer.
Stesso libro, due supporti diversi. Il contenuto non cambia: cambia come ti trovi a leggerlo.
Se leggi su Kindle o sull'app, lo trovi insieme a tutti gli altri tuoi libri: testo che si adatta allo schermo, segnalibri, evidenziazioni e sincronizzazione fra dispositivi.
Perché certi libri si sottolineano a penna, si prestano, si ritrovano sul comodino mesi dopo. E perché leggere su carta è ancora il modo in cui le cose restano meglio in testa.
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Questo titolo fa parte di una serie di guide brevi sulla comunicazione, una per ogni problema. Su Amazon le trovi tutte insieme, in edizione Kindle e cartacea.

Confini, richieste e sensi di colpa
Prezzo di lancio autunnale valido fino al 31 ottobre. L'edizione cartacea la trovi nella sezione formati.
Dedica di apertura