Ebook · La Parola Giusta

Il volto non mente

Imparare a vedere ciò che le parole nascondono

Le parole sono l'unico canale che una persona controlla davvero. Tutto il resto — le sopracciglia, le mani, la distanza, il ritmo della voce — continua a parlare anche quando la bocca ha già deciso cosa dire.

13 capitoli 92 pagine PDF illustrato Download immediato
Copertina di Il volto non mente
Un calco in gesso di un volto, posato sulla carta
La scena da cui nasce il libro

Un uomo di sessantatré anni è steso su una barella, nel locale che precede la sala operatoria. Tra otto minuti dormirà. Gli chiedo come va e risponde che sta bene, che è tranquillo, che facciamo questa cosa e ce ne andiamo a casa.

Lo dice sorridendo. Ma il sorriso arriva alla bocca e si ferma lì, non sale agli occhi. Un istante prima che le parole escano, le sopracciglia gli si sollevano al centro per una frazione di secondo. E per tutto il tempo il pollice destro strofina avanti e indietro l'orlo del lenzuolo.

Tre segnali in otto minuti. Tutti e tre dicono la stessa cosa, e nessuno dei tre coincide con quello che ha detto la sua bocca.

Non è una scena da ospedale. È la scena più comune del mondo, e sta succedendo adesso in un ufficio, a un tavolo di trattativa, nella cucina di casa tua.

In ogni conversazione ti arrivano contemporaneamente una versione ufficiale e una non ufficiale. Quasi tutti registrano solo la prima.
Ti è già successo

Quel «non so come» che non riesci a spiegarti

La versione non ufficiale arriva lo stesso. Si deposita da qualche parte, sotto forma di sensazione confusa che poi provi a raccontarti così:

Quel non so come è esattamente ciò che questo libro ti insegna a nominare.

Cosa imparerai

Una scala precisa, dal canale più controllato al meno controllabile

In cima ci sono le parole, che governiamo quasi perfettamente. Più scendi, meno controllo c'è. Il libro percorre quella scala un gradino alla volta.

Il viso

Le sette emozioni universali e il modo in cui si affacciano sul volto. Perché il sorriso di cortesia si riconosce guardando gli occhi e non le labbra.

Le microespressioni

Segnali che durano meno di mezzo secondo e compaiono prima che la bocca si apra. Dove guardare, e soprattutto quando.

Lo sguardo

Direzione, durata, battito ciliare. Quando il contatto visivo è affiliativo e quando invece è una richiesta di dominio.

Le mani

Le controlliamo bene finché ci pensiamo, e smettiamo di controllarle nell'istante esatto in cui l'attenzione va altrove.

Lo spazio

Le distanze che una persona sceglie, l'orientamento dei piedi, i confini invisibili che nessuno dichiara ma tutti rispettano.

La voce

Tono, ritmo, pause, esitazioni. Il canale che quasi nessuno ascolta perché è troppo occupato ad ascoltare le parole.

Un passaggio dal libro

Capitolo 4 · Le sette porte

Estratto

Durante una riunione, mentre un collega espone la sua proposta, un altro dei presenti fa un movimento minimo con la bocca. Un solo angolo delle labbra si tende verso l'alto e di lato, per meno di un secondo, e poi torna tutto come prima.

Non ha detto niente, non ha alzato gli occhi al cielo, non ha sospirato. Ha solo tirato un angolo della bocca.

Quel movimento è il segnale più prognostico dell'intero repertorio facciale umano.

Indice

Tredici capitoli, un esercizio alla fine di ognuno

Il canale che non sai di ascoltare
Prefazione
1
La bugia gentile
Perché quasi tutti dicono una cosa e ne provano un'altra, quasi sempre.
2
Il volto prima della voce
La scala del controllo: dalle parole ai piedi, dal filtro all'automatismo.
3
Un quarantesimo di secondo
Le microespressioni e l'istante che precede la risposta.
4
Le sette porte
Le emozioni universali e i loro segnali sul viso.
5
Il sorriso che non arriva agli occhi
Riconoscere il sorriso autentico da quello sociale.
6
Quando il corpo parla al posto tuo
Postura, adattatori e segnali di stress che nessuno decide di mandare.
7
Lo sguardo
Contatto visivo, direzione, pupille, battito ciliare.
8
Le mani
Gesti illustratori, gesti che si autoconsolano, mani che smettono di recitare.
9
Lo spazio tra noi
Prossemica: le distanze e i confini che nessuno dichiara.
10
La voce che tradisce
Il paraverbale: tono, ritmo, pause, esitazioni.
11
Gli errori di chi comincia a vedere
Le trappole del principiante e come costruirsi una correzione personale.
12
Vedere senza usare
Il confine tra leggere una persona e approfittarne.
13
Quello che resta quando smetti di guardare
Epilogo.
Il capitolo che nessuno scrive

Vedere non ti autorizza a usare

Due persone notano lo stesso segnale nello stesso istante. La prima lo usa per stringere: aggiunge una scadenza che non esisteva, aumenta la pressione proprio nel punto in cui ha visto il cedimento.

La seconda fa una domanda. È tutta lì la differenza fra questo libro e i manuali che promettono di smascherare chiunque.

C'è anche un capitolo sugli errori: i corpi hanno una storia clinica. Il Parkinson riduce la mobilità del viso, un ictus può paralizzarne metà, alcuni farmaci rallentano l'eloquio, le persone autistiche hanno ritmi di sguardo del tutto diversi dalla norma statistica. Leggerli come segnali comunicativi non è solo un errore tecnico: è un torto fatto a qualcuno, e capita ogni giorno.

Natura morta in stile museale
Per chi è scritto

Se il tuo lavoro è fatto di persone

Chi sta a un tavolo

Trattative, colloqui, vendita. Il mezzo secondo prima della risposta ti dice su quale argomento vale la pena tornare.

Chi si prende cura

Infermieri, medici, operatori. Il paziente che dice «sto bene» quasi sempre sta dicendo qualcos'altro, e riconoscerlo cambia la conversazione.

Chi guida un gruppo

Riunioni in cui tutti annuiscono e poi non succede niente. Le facce, in quei momenti, hanno già votato.

Domande frequenti

Prima di comprarlo

Serve una formazione in psicologia?

No. Il libro parte dalle basi e usa esempi concreti: una barella, una riunione, un tavolo di trattativa. Il linguaggio tecnico c'è dove serve, ma è sempre spiegato.

Come lo ricevo?

Subito dopo il pagamento ricevi il link di download via email. È un PDF illustrato, leggibile su computer, tablet, telefono ed ereader.

È un manuale per smascherare le bugie?

No, ed è una distinzione importante. Nessun segnale corporeo indica «menzogna»: indicano attivazione, disagio, esitazione. Il libro insegna a notarli e a fare una domanda migliore, non a emettere sentenze.

Quanto ci metto a leggerlo?

Novantadue pagine, tredici capitoli. Un paio di sere se lo divori, tre settimane se fai gli esercizi che chiudono ogni capitolo — che è il modo per cui è stato scritto.

Che rapporto ha con il corso online?

Il libro ti dà l'impianto e le scene da cui nasce il metodo. Il corso ti fa esercitare con video e casi commentati. Molti leggono prima il libro e passano al corso quando vogliono mettere in pratica.

Copertina di Il volto non mente
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Il volto non mente

Imparare a vedere ciò che le parole nascondono

  • 13 capitoli, 92 pagine, PDF illustrato
  • Un esercizio pratico alla fine di ogni capitolo
  • Immagini originali di apertura per ogni capitolo
  • Leggibile su qualsiasi dispositivo, per sempre
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A chi mi ha detto «sto bene» mentre gli occhi dicevano un'altra cosa. Non vi ho creduto. È la forma di rispetto più grande che sia riuscito a darvi.

Dedica di apertura