Ebook · La Parola Giusta

Le parole che curano

Comunicare con chi sta attraversando la malattia

Per chi lavora in sanità, una comunicazione è una delle molte di un turno. Per chi la riceve, è un evento che divide la vita in prima e dopo. Tutto il libro nasce da questa asimmetria.

13 capitoli 98 pagine PDF illustrato Download immediato
Copertina di Le parole che curano
Natura morta in stile museale
La scena da cui nasce il libro

Chiedi a qualcuno che ha attraversato una malattia seria, anche vent'anni fa, cosa ricorda di quel periodo. Racconterà una diagnosi, forse un intervento, e poi, quasi sempre, una frase.

Una frase precisa, con le parole esatte, detta da qualcuno in camice in un corridoio o davanti a una porta. A volte è una frase che ha salvato quella giornata. Molto più spesso è una frase rimasta conficcata, che quella persona ripete a distanza di decenni con la stessa intonazione con cui l'ha ricevuta.

Chi l'aveva pronunciata non se la ricorda. Nella maggior parte dei casi non se la ricordava già la sera stessa, perché era la quarantesima conversazione della giornata.

Le parole fanno parte della cura. Non sono l'accompagnamento gentile di ciò che conta davvero.
Le conversazioni difficili

Le situazioni per cui nessuno ti ha preparato

Non sono casi rari. Sono il contenuto ordinario di un turno, e quasi sempre si affrontano improvvisando:

Cosa trovi dentro

Sei fronti, tutti nati in reparto

Non teoria della comunicazione applicata alla sanità: scene reali, con le frasi esatte che funzionano e quelle che fanno danno.

Le prime parole

I primi secondi di un colloquio decidono se quella persona ti dirà quello che le serve dire, oppure no.

Quanto vuole sapere

Due persone, stessa diagnosi: una vuole i numeri esatti, l'altra dice «faccia lei». Nessuna delle due sbaglia, e nessuno lo chiede mai.

La speranza onesta

Verità e speranza non sono in conflitto e non esiste una quantità fissa da distribuire. Smontare quella convinzione evita molta sofferenza inutile.

Il dolore

«Non sentirà niente» viene smentito dai fatti in poche ore e distrugge la fiducia. Cosa dire invece, quando la risposta vera è già rassicurante.

Chi resta fuori

Familiari e caregiver: chi decide cosa sanno, e cosa succede quando qualcuno viene escluso dalla conversazione.

Chi cura

Nessuno parla bene con i pazienti se dentro il proprio gruppo di lavoro non si parla affatto.

Un passaggio dal libro

Conclusione · Il corridoio

Estratto

Un corridoio di ospedale. Una persona seduta su una sedia di plastica che aspetta da tre ore senza sapere cosa stia succedendo dietro una porta. Passa qualcuno in divisa.

Nella maggior parte dei casi passa e basta, perché sta andando a fare una cosa urgente, e perché fermarsi significherebbe aprire una conversazione per cui non c'è tempo.

Fermarsi dieci secondi e dire «non ho ancora notizie, ma tra mezz'ora torno a dirle qualcosa» cambia quelle tre ore. Non le accorcia.

Indice

Tredici capitoli, un esercizio alla fine di ognuno

Le parole restano
Prefazione
1
Chi hai davanti
Nessun paziente è il paziente. Da dove si parte per capirlo.
2
Le prime parole
I primi secondi di un colloquio decidono tutto quello che viene dopo.
3
Quanto vuole sapere
Il diritto a essere informati e quello, altrettanto legittimo, a non sapere.
4
Il linguaggio che spaventa
Le parole tecniche che arrivano come sentenze, e come sostituirle.
5
La speranza onesta
Perché verità e speranza non sono in conflitto, e la richiesta «non gli dica niente».
6
Le domande impossibili
Quanto mi resta. Soffrirò. Cosa succede adesso.
7
Il tempo che non c'è
Comunicare bene in turni dove i minuti non ci sono davvero.
8
La stanza piena
Parlare con il paziente quando nella stanza ci sono altre cinque persone.
9
Credere al dolore
Il campo più facile e quello con le risposte peggiori.
10
Quando non c'è più niente da fare
La frase più devastante della sanità, e perché è quasi sempre falsa.
11
Chi viene escluso
I familiari, i caregiver, chi resta fuori dalla porta.
12
Quando qualcosa è andato storto
Comunicare un errore senza scaricarlo e senza nasconderlo.
13
Chi cura si consuma
Come si parla dentro un'équipe, e cosa costa fare questo mestiere.
Il corridoio
Conclusione

Gli esercizi sono pensati per essere fatti durante un turno, senza tempo aggiuntivo e senza dirlo a nessuno. Non chiedono di cambiare il modo di lavorare: chiedono di cambiare una frase, un ordine, una posizione del corpo.

Il capitolo che nessuno scrive

Chi cura si consuma

Un libro sulla comunicazione con i pazienti che si fermasse al capitolo precedente sarebbe un libro disonesto. Tutto quello che viene descritto richiede una risorsa che non è illimitata, e che in gran parte dei contesti sanitari è esaurita da tempo.

Chiedere a una persona che lavora sotto carico costante di sedersi, aspettare, tollerare il silenzio e accogliere l'emozione altrui, senza dire nulla su cosa questo costi, significa scaricarle addosso un problema che è organizzativo.

Per questo l'ultimo capitolo riguarda chi cura: come si parla dentro un gruppo di lavoro, e cosa succede nel tempo a chi fa questo mestiere.

Natura morta in stile museale
Per chi è scritto

Per chi sta dai due lati della porta

Chi lavora in reparto

Infermieri, medici, OSS, fisioterapisti. Scene riconoscibili e frasi utilizzabili nel turno di domani, senza tempo aggiuntivo.

Chi assiste una persona cara

Familiari e caregiver: cosa chiedere, come farsi dare informazioni, come stare accanto a qualcuno senza dover trovare la frase perfetta.

Chi coordina un'équipe

Il capitolo sul gruppo di lavoro e quello sulla comunicazione dell'errore sono materiale da riunione, non da scrivania.

Domande frequenti

Prima di comprarlo

Bisogna lavorare in sanità per leggerlo?

No. Metà del libro riguarda chi sta dall'altra parte: familiari, caregiver, chi accompagna qualcuno a una visita. Le scene nascono in ospedale, ma le conversazioni sono le stesse che si fanno in cucina la sera.

È un libro triste?

Parla di malattia, quindi tocca il dolore, e non lo aggira. Ma non è un libro sulla morte: è un libro su cosa dire, e la maggior parte delle pagine è fatta di soluzioni concrete, non di lamento.

Ci sono frasi pronte da usare?

Sì, e anche quelle da evitare, riportate per esteso. Non sono formule da recitare: sono esempi di come si può dire una cosa vera senza che arrivi come una sentenza.

Nel mio reparto non c'è tempo per queste cose.

C'è un capitolo dedicato esattamente a questo. Quasi tutto quello che il libro propone non aggiunge minuti: cambia l'ordine delle frasi, la posizione del corpo, il momento in cui si tace. Dieci secondi in un corridoio cambiano tre ore di attesa.

Come lo ricevo?

Subito dopo il pagamento ricevi il link di download via email. È un PDF illustrato, leggibile su computer, tablet, telefono ed ereader.

Copertina di Le parole che curano
Ebook · download immediato

Le parole che curano

Comunicare con chi sta attraversando la malattia

  • 13 capitoli, 98 pagine, PDF illustrato
  • Un esercizio da fare in turno alla fine di ogni capitolo
  • Frasi da usare e frasi da evitare, riportate per esteso
  • Leggibile su qualsiasi dispositivo, per sempre
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A chi lavora nei corridoi, e a chi li attraversa una volta sola.

Dedica di apertura