Vai al contenuto
Ebook · La Parola Giusta

Parlare in pubblico senza recitare

Farsi ascoltare restando sé stessi

Il problema del parlare in pubblico, per la maggior parte delle persone, non è la mancanza di tecnica. È l'eccesso di recitazione.

12 capitoli 101 pagine PDF illustrato Download immediato
Copertina di Parlare in pubblico senza recitare
Natura morta in stile museale
La scena da cui nasce il libro

Una persona parla normalmente durante la pausa: racconta una cosa, gesticola, usa il suo ritmo, fa una battuta. Poi si alza per il proprio intervento e nel giro di tre secondi diventa qualcun altro.

La voce si abbassa di tono e si irrigidisce. Le frasi si allungano e si riempiono di parole che nessuno usa parlando. Le mani, che prima si muovevano da sole, si aggrappano al leggio. Il ritmo diventa uniforme, come se stesse leggendo anche quando non c'è niente da leggere.

Chi ascolta non pensa che quella persona sia più autorevole. Pensa, senza saperlo formulare, che qualcosa non torna.

La platea che ti immagini non esiste. Quella vera si sta chiedendo a che ora finisce.
Ti riconosci

Le cose che succedono davvero, prima e durante

Non sono segni di inadeguatezza. Sono il repertorio standard di chiunque si alzi a parlare:

Cosa trovi dentro

Togliere gli ostacoli, non aggiungere maschere

Le tecniche descritte servono a rimuovere quello che ti mette davanti al pubblico una versione recitata di te. Quello che resta, quando gli ostacoli sono tolti, è il tuo modo naturale di parlare.

La paura

Cosa fa il corpo e perché lo fa. Conoscere il meccanismo cambia il modo in cui lo si attraversa: non si elimina, si smette di combatterlo.

Il messaggio

La cosa sola che deve restare. Si individua prima di scrivere una riga, e decide tutto il resto.

Il corpo e la voce

Mani, postura, ritmo, volume. E la pausa, che chi parla vive come un baratro e chi ascolta percepisce come respiro.

Le diapositive

Quasi tutte remano contro chi parla, perché il pubblico legge invece di ascoltare. Come ridurle a quello che serve.

Quando va storto

Vuoto di memoria, obiezione ostile, proiettore che si pianta. La differenza la fanno i dieci secondi dopo, non l'imprevisto.

Il minuto che resta

Di quaranta minuti, a un mese di distanza, ne resta uno. Puoi lasciarlo al caso oppure decidere quale sarà.

Un passaggio dal libro

Conclusione · Il minuto che ricordano

Estratto

Di un intervento di quaranta minuti, a distanza di un mese, resta circa un minuto. Non i quaranta divisi per quaranta: un momento, scelto senza criterio apparente, che si è fissato mentre tutto il resto scivolava via. Una frase, un esempio, una cosa detta guardando qualcuno.

Chi prepara un intervento distribuendo lo sforzo in modo uniforme lascia quel minuto al caso. Chi sa che esiste può decidere quale sarà.

Indice

Dodici capitoli, un esercizio alla fine di ognuno

—
La voce che non ti appartiene
Prefazione
1
Perché fa paura
Cosa fa il corpo quando ti alzi a parlare, e perché non è un difetto.
2
Cosa vuole chi ascolta
La platea che immagini non esiste. Quella vera vuole altro.
3
Il messaggio
La cosa sola che deve restare, e come si individua prima di scrivere.
4
La struttura
Apertura, corpo, chiusura: l'ossatura che regge anche se ti perdi.
5
Il corpo
Mani, postura, movimento: cosa fare quando non sai dove metterle.
6
La voce
Volume, ritmo, pause. Il silenzio come strumento, non come vuoto.
7
Le diapositive
Perché quasi tutte remano contro chi parla, e come ridurle.
8
Leggere la sala
Accorgersi in tempo reale che l'attenzione sta calando, e cosa farne.
9
Le domande
Ascoltare, riformulare, rispondere, verificare di aver risposto.
10
Quando va storto
Il vuoto di memoria, l'obiezione ostile, la tecnologia che si pianta.
11
Prepararsi
Cosa provare davvero, e quante volte, senza impararlo a memoria.
12
La tua voce
Come si smette di recitare, che non è una tecnica.
—
Il minuto che ricordano
Conclusione
Il capitolo che viene per ultimo

Essere sé stessi non significa improvvisare

L'espressione viene usata spesso e vuol dire poco. Un intervento improvvisato non è più autentico: è solo peggio organizzato, e quello che trasmette non è naturalezza.

Non significa nemmeno rinunciare alla forma. Chi parla a un gruppo sta facendo una cosa diversa dal chiacchierare al bar, e trattarla come se fosse identica è una scortesia verso chi ascolta.

Significa che il ritmo, il tipo di esempi, il modo di costruire le frasi restano i tuoi. Preparati fin nei dettagli, ma nella tua lingua.

Natura morta in stile museale
Per chi è scritto

Per chi deve parlare e preferirebbe non farlo

Chi presenta al lavoro

Riunioni, comitati, presentazioni a clienti. Il capitolo sulle diapositive da solo cambia il modo in cui prepari il prossimo intervento.

Chi insegna o forma

Leggere la sala e accorgersi che l'attenzione sta calando, mentre accade e non a cose fatte.

Chi ha rinunciato

Chi ha smesso di proporsi perché non si sente un oratore. È la dedica del libro, ed è il lettore a cui è pensato.

Domande frequenti

Prima di comprarlo

Se sono timido non serve a niente, vero?

È il presupposto opposto a quello del libro. La tesi è che il problema non sia il carattere ma la recitazione: la persona che alla pausa parla benissimo è la stessa che si irrigidisce al leggio. Le tecniche servono a togliere quella trasformazione, non a farti diventare un altro.

Come faccio a far passare l'ansia?

Non passa, e il libro non promette che passi. Il capitolo 1 spiega cosa fa il corpo e perché: conoscere il meccanismo cambia il modo in cui lo si attraversa, e gran parte del disagio nasce dal combatterlo invece che dall'averlo.

Ci sono esercizi o solo teoria?

Ogni capitolo si chiude con un esercizio, e quasi tutti si fanno sugli interventi che devi già preparare, senza tempo aggiuntivo.

Vale anche per le riunioni brevi?

Sì, e forse ancora di più. Individuare la cosa sola che deve restare e costruire il momento che il gruppo ricorderà funziona in cinque minuti come in quaranta.

Come lo ricevo?

Subito dopo il pagamento ricevi il link di download via email. È un PDF illustrato, leggibile su computer, tablet, telefono ed ereader.

Copertina di Parlare in pubblico senza recitare
Ebook · download immediato

Parlare in pubblico senza recitare

Farsi ascoltare restando sé stessi

  • 12 capitoli, 101 pagine, PDF illustrato
  • Un esercizio pratico alla fine di ogni capitolo
  • Un capitolo intero su cosa fare quando va storto
  • Leggibile su qualsiasi dispositivo, per sempre
6,99€
Acquista ora

Pagamento unico. Ricevi il link di download subito dopo l'acquisto.

A chi ha rinunciato a parlare perché non si sentiva un oratore.

Dedica di apertura